
Mastoplastica additiva o mastopessi? Sono due interventi diversi che spesso vengono confusi. L'additiva aumenta il volume con una protesi. La mastopessi (lifting) solleva il seno cadente senza aggiungere volume. A volte serve una sola delle due, a volte tutte e due (mastopessi additiva). Questa guida spiega la differenza, quando conviene ciascuna, e come capire quale è la scelta giusta per te.
Intervento chirurgico che aumenta il volume del seno inserendo una protesi sotto la ghiandola o sotto il muscolo pettorale. Incisioni possibili: sotto il seno (inframammaria, la più comune), periareolare, o ascellare. Protesi: silicone coesivo (standard oggi) o saline (meno usate). Durata intervento: 1–2 ore in anestesia generale. Indicazione: seni piccoli o asimmetrici, perdita di volume dopo gravidanza/dimagrimento, desiderio di proporzioni diverse. NON risolve il seno cadente — se hai ptosi significativa, la sola protesi non basta.
Intervento che solleva il seno caduto senza aumentarne il volume. Il chirurgo rimuove l'eccesso di pelle, riposiziona il capezzolo più in alto, e rimodella il tessuto mammario esistente. Incisioni a seconda del grado di ptosi: periareolare (Benelli) per cadute lievi, a "lollipop" per cadute medie, o a "ancora" (periareolare + verticale + sottoseno) per cadute gravi. Durata: 2–3 ore. Indicazione: seno cadente dopo gravidanza, dimagrimento, invecchiamento. Il risultato è un seno più alto e tonico, con la stessa taglia di prima.
Tre domande per decidere. (1) Vuoi più volume? Additiva. (2) Vuoi un seno più alto con lo stesso volume? Mastopessi. (3) Vuoi più volume E un seno più alto? Mastopessi additiva (i due interventi combinati in una singola operazione).
L'errore classico: pazienti con seno cadente che scelgono solo l'additiva "perché la protesi solleva". Non è vero. Una protesi aggiunge volume ma se il tessuto è già ptosico, il risultato è un seno grande che cade — peggio di prima. Un chirurgo serio te lo dice in consulenza e ti propone la combinata. Se vuole venderti solo la protesi, cambia chirurgo.
La mastopessi corregge l'asimmetria posizionando il capezzolo all'altezza giusta. L'additiva corregge l'asimmetria di volume con protesi di taglie diverse. Le due tecniche risolvono problemi diversi.
Durata del risultato: le protesi moderne reggono 15–25 anni prima di un'eventuale sostituzione. La mastopessi dura più a lungo (non hai un corpo estraneo) ma il tessuto continua ad invecchiare naturalmente — gravidanze, dimagrimenti importanti o aumento di peso possono compromettere il risultato nel tempo.
Per mantenere il risultato di entrambe servono stile di vita sano, reggiseno di buona qualità, peso stabile, e controlli periodici (ecografia mammaria ogni 2–3 anni dopo il 10° anno se hai protesi).
Additiva: intervento 1–3 ore, 7–10 giorni prima di tornare in ufficio, 3–4 settimane prima di sport, reggiseno contenitivo 4–6 settimane. Mastopessi: intervento 2–3 ore, 10–14 giorni prima di tornare al lavoro, 4–6 settimane prima di sport, reggiseno più lungo (6–8 settimane) perché la pelle deve cicatrizzare bene.
In entrambi i casi dolore gestibile con antidolorifici, picco a 2–3 giorni. Cicatrici: inframammaria dell'additiva è 4–5 cm e si schiarisce in 6–12 mesi. Mastopessi ha cicatrici più lunghe (periareolare + verticale, a volte anche sottoseno) ma si schiariscono allo stesso modo con crema al silicone.
Volo di rientro autorizzato al 7°–10° giorno per additiva, al 10°–14° per mastopessi. Follow-up video con il chirurgo a 2 settimane, 6 settimane, 3 mesi, 6 mesi, 12 mesi.
Reggiseno post-op in entrambi i casi: contenitivo senza ferretto, 24 ore al giorno per le prime 4–6 settimane, poi di notte per altri 2 mesi. Compra due reggiseni della taglia giusta prima di partire.
Nessun chirurgo serio ti dice "nessuna cicatrice". Qualsiasi intervento chirurgico lascia un segno. Additiva: cicatrice sotto il seno (4–5 cm), invisibile in reggiseno, poco visibile al nudo dopo 12 mesi. In alternativa periareolare (1–2 cm lungo il bordo dell'areola). Mastopessi: cicatrice periareolare + una linea verticale dall'areola al solco sottomammario, a volte anche orizzontale. Le cicatrici della mastopessi sono più visibili ma migliorano moltissimo in 12–18 mesi con cura post-op (crema al silicone, SteriStrip, protezione solare).
Additiva: seno più grande, più pieno, con proiezione sul polo superiore (se protesi rotonde) o riempimento naturale (se anatomiche). La "sfera" della protesi si integra col tessuto nel tempo (drop and fluff a 3–6 mesi). Mastopessi: seno della stessa taglia ma più alto, più tonico, capezzolo al centro. Sembri "come eri a 20 anni" più che "con un seno nuovo". Mastopessi additiva: combinazione — più volume E più alto.
No. La mastopessi solleva e rimodella, ma la taglia rimane la stessa. Se vuoi anche più volume, serve una protesi in aggiunta (mastopessi additiva combinata).
Le protesi moderne al silicone coesivo (gel denso "gummy bear") sono molto simili al tessuto mammario naturale al tatto, soprattutto se posizionate dual plane. Il 95% delle pazienti a 6 mesi dice che il seno è "quasi indistinguibile al tatto" dal naturale.
Leggermente sì, perché il chirurgo lavora sul tessuto esistente e rimuove pelle. Ma il dolore è gestibile con antidolorifici standard e si risolve in 5–7 giorni in entrambi i casi.
Non c'è una risposta universale. Dipende dal tuo seno di partenza: se hai poco volume e il seno è ancora tonico → additiva. Se hai volume sufficiente ma il seno è caduto → mastopessi. Se hai poco volume E seno caduto → combinata. Un chirurgo serio ti dice in consulenza quale è la scelta giusta, con foto prima/dopo di casi simili al tuo.
Una mastopessi senza protesi può dare risultati estetici eccellenti se hai già volume sufficiente. Seno tonico, capezzolo in posizione naturale, forma giovanile. Se il volume naturale ti soddisfa, è la scelta più conservativa e durevole.